Lasciate che vi saluti con i versi de "Il Commiato" di Khalil Gibran:
<<Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare.
Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria,
non inizia il giorno dove un altro giorno finisce,
e nessuna aurora ci trova dove ci ha lasciato al tramonto.
Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio.
Siamo i semi della tenace pianta,
ed è nella nostra maturità e pienezza di cuore
che veniamo consegnati al vento e dispersi.>>

Il linguaggio poetico traduce con estrema efficacia l’esperienza esistenziale dell'impermanenza e della precarietà dei fatti umani, dell'essere transeunte che fa parte del nostro destino individuale.
Di straordinariamente bello, nei versi, c’è l’idea della continuità e del rinnovo: i semi, che siamo noi, una volta consegnati al vento e dispersi, possono finire su altro terreno fertile e lì ancora germogliare e fiorire.
E per dare più forza al messaggio, io aggiungo, c’è qualcosa di più forte del vento, che ci può portare ovunque, anche a mete insospettate: la volontà umana, la determinazione, un progetto di vita da perseguire e portare a compimento.
Il commiato non è solo fatto di saluti, che vorrei giungessero speciali ad ognuno di voi, perché speciali siete per me, ma anche del conforto di dirsi che in questi soli due anni ci siamo conosciuti e riconosciuti, perché uniti dagli stessi obiettivi, dalla stessa volontà, dalla stessa passione: l’importanza della scuola va ben al di là del riconoscimento, più o meno fortunoso, che le deriva dal mondo della politica, rappresenta la “gestazione” della società del domani e non vi è compito più delicato e più impegnativo del prendere in carico esseri umani che magari sanno appena parlare, averne cura e restituirli nel pieno del loro sviluppo alla società.
Senza sforzo alcuno mi sono identificata in questa Istituzione e in questa Comunità. Con il supporto di ciascuno di voi ho potuto adoperarmi con tutte le mie energie e capacità per mantenere alto il nome della scuola, nome che si è guadagnato grazie a generazioni di docenti che hanno educato generazioni di alunni. Sono fiera di aver potuto far parte, per un piccolo tratto, di questa grande storia.
Questa scuola è di diritto per me un “luogo dell’anima”, un tesoro prezioso da custodire e continuare ad amare.
Quale che sia il modello di Dirigente a cui mi sono ispirata, posso affermare, senza timore di smentita, di aver mantenuto la promessa fatta il primo giorno che sono arrivata a Cervia: fare del dialogo lo strumento principe nella gestione della scuola, cercando di generare coesione interna, di incrementare il “capitale” culturale e sociale ricevuto, di infondere fiducia umana e professionale per l'onestà intellettuale, l'imparzialità e lo spirito di giustizia da cui ho cercato sempre di farmi guidare.
Le iniziative realizzate dalla scuola in questi due anni le conoscete quello che non sapete è il lavoro complesso di prestare attenzione alle famiglie e alle loro richieste, di interfacciarsi con le istituzioni del territorio, non sempre in sintonia con la scuola, di tutelare, in tutte le situazioni che si sono presentate, l’autonomia e la dignità dell’Istituzione garantendo a tutti la certezza del diritto e il riparo da complicazioni che avrebbero potuto compromettere la serena, regolare e proficua interazione tra quanti a diverso titolo operano o fruiscono del servizio scolastico.
Non posso che ringraziare con vero slancio tutti voi, con cui ho condiviso in questi due anni, due anni che sono forse valsi per dieci (e qui entra in campo la relatività della categoria del tempo!), la mia vita professionale e umana: le mie collaboratrici innanzi tutto, le F. S., le referenti di plesso, i docenti dell’infanzia, della primaria e della secondaria, la DSGA, che non si è mai lamentata dell’aggravio di lavoro che le causavo, gli assistenti amministrativi, i collaboratori scolastici e, non ultimi, i genitori, in particolare il Presidente e i componenti del Consiglio d’Istituto che hanno dato il loro pieno contributo in scelte non sempre facili.
Ho apprezzato, caso per caso, il talento, l’entusiasmo, l’inventiva, la professionalità, la serietà, la generosità, la simpatia, la correttezza, lo spirito di servizio di quanti mi sono stati a fianco in ciascuna “battaglia”.
Ma se non posso che sentirmi grata verso coloro che, a vario titolo ed in circostanze diverse, hanno sostenuto ed apprezzalo il mio operato, devo esternare la mia gratitudine anche verso coloro che lo hanno criticato e mi hanno spinto a riflettere.
Sono stati stimoli di varia natura, ma tutti indispensabili per quella fermentazione di idee e progetti che sono proprio di una scuola viva e dinamica.
Un grazie voglio rivolgerlo all’Amministrazione comunale e ai responsabili degli uffici del comune, che hanno sempre risposto alle richieste della scuola, alle forze dell’ordine e, in particolare, a tutte le Associazioni presenti nel territorio.
Un grazie particolare al Direttore dell’U.S.R. dell’Emilia Romagna per avermi dato quest’opportunità e alla Dirigente dell’U.S.T. di Ravenna per i suoi consigli e per il grande supporto.
Ma un grazie speciale lo devo rivolgere anche alla mia famiglia: se mio marito e mia figlia non mi avessero appoggiato e sostenuto nel mio desiderio, sopportandone quindi, sulla loro pelle, tutte le conseguenze, non avrei potuto mettermi alla prova in questa avventura straordinaria in cui ho cercato di realizzare il mio progetto di scuola.
È questo il mio messaggio finale: che riusciate sempre a dare ai bambini che vi saranno affidati, le motivazioni giuste per un progetto che dia senso e significato alla loro vita.
Nel passare il testimone, infine, Il mio augurio è che nel prossimo anno scolastico - come nei futuri – continui la costante crescita culturale ed umana di questa Comunità che ho avuto l’onore di guidare per due anni.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Mariapia Metallo

 

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