Continua con successo il corso di potenziamento “Viaggio tra i capolavori della letteratura italiana”. I nostri alunni stanno seguendo le lezioni con entusiasmo e hanno scoperto che studiare un “vecchio autore” si può fare con piacere e magari divertendosi. Spesso la scuola ha contribuito a “imbalsamare” Autori di grande produttività simbolica, laddove suo precipuo compito sarebbe quello di alimentarne la fecondità interpretativa, veicolandola presso le nuove generazioni. Perché ciò accada, è necessario che il docente capti i segnali dell'immaginario in cui sono immersi i suoi allievi, per poter incanalare gli aspetti più vitali e significativi di quel particolare Autore all'interno di una diversa cornice di segni e simboli. Un docente dev'essere in contatto profondo con entrambi i mondi, in modo da creare le premesse necessarie per l'incontro, su un terreno comune, tra il “vecchio” Autore e i suoi nuovi lettori. Solo l'affinità e la simpatia verso l'immaginario dei suoi allievi e una profonda conoscenza dell'opera gli consentiranno di percepire i contorni di entrambe le sfere e di misurare la distanza che intercorre tra esse, affinché venga intrapreso o si perpetui un reale e fruttuoso dialogo tra generazioni. Ma il docente dopo aver indirizzato per un tratto il classico verso l'allievo, deve percorrere anche il sentiero a ritroso, introducendo il nuovo lettore all'interno dell'immaginario del testo scelto. A questo punto, non si tratterà più di colmare la distanza per conto del lettore, quanto, piuttosto, di spronare quest'ultimo a farsi incontro all'Altro, inteso come ‘diverso’ da noi. Dunque, se nella prima fase toccherà al docente tradurre l'immaginario in quello del novello lettore, fino al punto da non tirarsi indietro di fronte alla più spregiudicata delle operazioni di attualizzazione, nella successiva, invece, sarà importante che l'allievo comprenda l'importanza del movimento simpatetico verso l'Altro, soprattutto quando questi incarni il centro irradiatore di un mondo affascinante, cui può valere la pena accedere nonostante distanza e complessità.
La principale competenza di un docente consisterà quindi nel saper riversare, all'interno della situazione comunicativa dell'insegnamento-apprendimento, un impasto fluido di conoscenza e di entusiasmo per gli oggetti che condividerà con i suoi allievi, invitandoli inoltre a ripetere quell'esperienza di incontro in autonomia, così che ne risultino profondamente permeate le diverse sfere della sua soggettività: cognitiva, affettiva e relazionale. Ecco come un Autore classico possa godere di ottima salute e restare vitale presso le nuove generazioni.

 

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