Viviamo in un’epoca in cui sembra non esserci più spazio per i “Buoni sentimenti”. L’espressione, anzi, è desueta, e forse muove al sorriso, però essi sono davvero necessari, perché o il mondo lo si cambia senza mai perdere la tenerezza, oppure, semmai avvenisse, il cambiamento sarebbe solo di forma e non di sostanza. No, i buoni sentimenti non devono muovere ad un sorriso di compatimento. Bisogna convenire, invece, su quanto siano realmente indispensabili per la costruzione di una soggettività naturalmente altruista, capace cioè di far posto agli altri dentro di sé. Sono, per noi umani, qualcosa di molto simile alla luminosità degli antichi dèi e al sale che fermenta nella nostra madre terra.